Clarence Seedorf e la tristezza olandese

   

 



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mercoledì, maggio 12, 2004
 

Gli sembrò di veder entrare una ragazza con cui aveva scambiato qualche parola la settimana prima, in una interruzione di laboratorio: le labbra ed il palato si fecero più secchi, la voce timorosa. Riuscì tuttavia a terminare il suo intervento senza essere smascherato, e quando ebbe concluso un grande applauso riempì la sala. Guardava i volti sorridenti tra gli uditori e aveva la certezza che se avessero saputo, lo avrebbero bastonato più che applaudito. Una volta che la conferenza fu terminata si alzò ed uscì da solo, da una piccola porta posta lateralmente rispetto alla facciata del palazzo congressi. Sedette solo su un muricciolo, si accese una sigaretta e tra una boccata e l'altra considerò la situazione. Con l'inganno aveva ottenuto un successo che non meritava, e ciò rappresentava una condanna. Il mondo accademico lo aveva inaspettatamente accolto dalla porta principale e, con grande meraviglia e stupore, aveva applaudito il timore ed il rossore di un impostore; ma a quel punto, anche confessando l'equivoco, la situazione non sarebbe cambiata: chi avrebbe creduto che quelle considerazioni non erano che il frutto di una improvvisazione goffa e priva di idee? Il suo discorso, che aveva indiscutibilmente suscitato la partecipazione emotiva di molti, era la manifestazione del ridicolo, dell'inettitudine di un giovane studente pressapochista. Con rammarico decise di abbandonare gli studi, di rifiutare e di rifuggire il pericolo della meschinità. Se ne dispiacque poichè, pensò, se era così semplice essere ascoltati e conquistarsi la fiducia altrui, avrebbe potuto usare altre volte quel trucco affabulatorio, e godere felice di una stima conquistata a prezzo della coscienza; ma solo la vergogna non muore insieme alle persone.

postato da Seedorf | 22:12 | commenti (1)


giovedì, maggio 06, 2004
 

Adesso cominciamo a fare sul serio

DELLA VERGOGNA racconto breve a puntate

Lo avevano scambiato, all'ingresso, per uno dei professori invitati a parlare; gli si avvicinò un uomo gentile dal volto rozzo che gli comunicò che, sul palco, avrebbe occupato la terza sedia sulla sinistra, accanto a Mittner, il biologo. Silenzioso ed imbarazzato, non riuscì a spiegare che c'era stato un errore, strinse la mano all'uomo che pareva aver fatto della gentilezza il suo lavoro, si sedette e guardò la sala d'attesa in cui altri parlavano, scambiandosi pareri ed opinioni come vechi amici. Abbassò il capo -tamburellava le dita sui braccioli della sedia, chiedendosi quale nome avessero iscritto sulla targhetta che gli sarebbe stata posta di fronte durante la conferenza, dal momento che ancora, il suo nome non era stato pronunciato nè da lui stesso, nè da altri. Tentò di sbadigliare e attese che qualcuno gli si avvicinasse. Lungo un corridoio, abbastanza lontano dalla grande sala in cui si trovava, vide passare l'uomo che lo aveva fatto accomodare: indaffarato, portava sotto le ascelle e nelle mani bottiglie d'acqua e bicchieri di plastica. Pensò improvvisamente che avrebbe potuto realmente fingere di essere il docente atteso, e parlare come se niente fosse. Quando fu l'ora, si tirò in piedi con le mani sudate e, ultimo nella fila dei professori convenuti, si diresse con passo incerto verso la sala conferenze, salì la scaletta del palco e si sedette. Il professor Mittner, che gli sedeva di fianco come da programma, gli domandò se anche lui sentiva caldo, e rispose di sì. Parlò per primo un uomo lungo, esile, che introdusse i presenti, non accennando però a quell'unico di cui la targhetta non diceva il nome. Ripassò mentalmente qualche frase d'apertura, e, guardando verso la sala gremita ebbe un sussulto: lo avrebbero ascoltato attentamente ritenendolo un professore, mentre egli era solo uno studente. Ebbe uno scatto nervoso, un desiderio folle d'alzarsi, confessare e uscire.. sapeva bene che non sarebbe riuscito a tener testa a quelli che erano stati presentati come suoi colleghi,e si decise a parlare, ma a parlare in modo che nessuno dei presenti potesse capirlo. Quando fu il suo turno organizzò un discorso breve, disarticolato, privo di coerenza e, quel che è peggio, confuso e poco esatto. Gli altri professori lo osservavano con aria di ammirazione, sentendo in quelle parole una strana affinità tra la poesia e la scienza. Trasportato da un febbrile entusismo si dilungò per più di un'ora, sudando e inghiottendo le sillabe del discorso, col timore che da un momento all'altro, entrasse qualcuno dalla porta in fondo alla sala, qualcuno che potesse smascherarlo e dimostrarne l'inganno, magari l'uomo incontrato precedentemente o semplicemente un suo compagno di studi..... Continua.

postato da Seedorf | 22:51 | commenti (2)


lunedì, maggio 03, 2004
 

Leggo con sgomento c...

Leggo con sgomento che questo aborto di Blog è stato visitato 79 volte.. ma nessuno di questi visitatori si è degnato di lasciare commenti, suggerimenti o consigli.. ora capisco che manchino i commenti, perchè, in effetti, per il momento non c'è proprio un cazzo da commentare, però almeno qualche dritta sugli argomenti da sviscerare speravo di trovarla.. Direri che se entro Giovedì sera nessuno mi avrà consigliato alcunchè comincerò a scegliere io stesso i temi da toccare.. così, almeno, sarà chiaro una volta per tutte quel laconico riferimento alla fantomatica "tristezza olandese"

 

postato da Seedorf | 22:19 | commenti (6)


mercoledì, aprile 28, 2004
 

Ieri notte, mentre m...

Ieri notte, mentre mi rigiravo tra le coperte, ero abbastanza sconvolto all'idea di essere riuscito, a dispetto delle mie inconsistenti competenze informatiche, a ritagliarmi un mio spazio personale nel "magico mondo" di Internet... non nascondo che, ormai che mi sono preso la briga di cominciare, ci tengo a sfruttarlo nel modo a me più conveniente possibile. Sarò estremamente chiaro: mi concedo un periodo di prova di circa 3 settimane, passate le quali valuterò se questa mia discutibile iniziativa potrà diventare la mia prima fonte di sostentamento. Dopo molti pensieri, infatti, mi è apparso chiaro che esercitare la professione di Blogger non sarebbe poi così male.. massima indipendenza, possibilità di lavorare anche da casa, nessun compromesso.. finalmente potrei farla finita con i "si deve" e i "bisogna" che caratterizzano le mie squallide giornate lavorative. Fatalmente l'unico modo di trasformare un innocuo Blog in una fonte di reddito tale da garantirmi una minima indipendenza economica è quello di dar vita ad uno spazio talmente tanto visitato da invogliare la Coca Cola, o Mc Donald's, o chissà quale altra multinazionale, a riempirlo di banner.. visto e considerato che probabilmente una consistente percentuale degli introiti dovrei poi versarla a Splinder, è evidente che non posso permettermi di cincischiare ulteriormente..

Per quello che ne posso sapere il mercato dei Blog attualmente è pressochè saturo.. potrei almanaccare di musica, di cinema, perchè no di letteratura, ma dubito che riuscirei a destare una tale impressione nell'opinione pubblica da poter raggiungere il tetto dei 100 contatti che mi sono prefissato per i primi giorni.. senza contare che il modo migliore per attirare l'attenzione quando si trattano argomenti simili è , come tutti sanno, lo sparare a zero indiscriminatamente contro tutti e contro tutti. Per fare ciò, oltretutto, il presupposto è godere di una certa credibilità critica, che a me non è mai stata e non verrà mai riconosciuta. Preferirei di conseguenza soprassedere su queste tematiche, che, bene o male, sembrano essere quelle che vanno per la maggiore. Differenziare l'offerta, sarà il motto ricorrente di questo Blog. Ecco dunque che si pone il primo, basilare problema: di che cosa mi converrà disquisre per suscitare un interesse tale da potermi poi permettere di esercitare questo lavoro a tempo pieno? Cucina? Caccia e Pesca? Motociclismo? Politica? Chiunque abbia idee valide, ammesso che non intenda sfruttarle in prima persona, è caldamente invitato a suggerirmele. Non fatemi mancare il vostro supporto in questa fase così cruciale. Grazie per l'attenzione.

Buonanotte.

postato da Seedorf | 00:47 | commenti (2)